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Trattamenti Psichiatrici e Libertà— intervista della Nautilus a Giorgio Antonucci —
L'intervista che segue è stata pubblicata sul Catalogo Nautilus XX Mila Leghe Sotto, n° 9 - 2008 (pp 47-51). È possibile ottenere gratuitamente il catalogo inviando una e-mail a <nautilus@ecn.org>. Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito della Nautilus: http://nautilus.ecn.org/ NAUTILUS: Le sostanze psicotrope sono usate da millenni in ogni cultura, ma — mai sradicate, sempre usate, quasi sempre gestite da élite come sciamani, medici, psichiatri o quant’altro — hanno mantenutocomunque la loro rilevanza nella società.Perché? ANTONUCCI: Nei tempi più antichi gli uomini hanno scoperto che certe sostanze potevano essere utili, ad esempio contro il dolore, oppure contro la malinconia e per questo hanno cercato di usarle a loro vantaggio. Contro il dolore fisico e poi anche per cambiare lo stato d’animo, non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche in senso cerimoniale e religioso. Ci sono molte sostanze simboliche che sono usate nelle varie religioni. Ora, però, bisogna distinguere due aspetti che partendo dall’antichità arrivano ai tempi nostri. Un aspetto sull’uso di queste sostanze riguarda l’utilizzo deciso dalle persone per avere dei vantaggi: se queste sostanzevengono usate bene ci sono dei vantaggi e insieme, come succede sempre nella farmacologia, con l’uso di sostanze anche dei rischi. Una cosa è se uno decide per se stesso della propria vita, sia per effetti di miglioramento delle proprie condizioni, sia per scopi rituali, altra cosa se decidono le autorità, le istituzioni: questo è un problema che risale all’antichità. Naturalmente le autorità hanno sempre capito che la salute e il benessere, sia fisico sia psicologico, sono importanti per ognuno di noi e si sono impadronite della salute, del benessere, o meglio del controllo della salute e del benessere; per avere dei sudditi a disposizione per eventualmente controllare, ma anche ricattare, perché quando uno ha in gioco il proprio benessere è disposto a sottomettersi. NAUTILUS: Per capirne qualche cosa, si deve indagare nell’ambito fisiologico dell’essere umano o in quello propriamente culturale? ANTONUCCI: Prendiamo il vino. Il vino ha degli effetti chimici sull’organismo e anche sui centri nervosi. Questi effetti vanno studiati perché quando unobeveil vino, deve sapere a che cosa va incontro, sia in senso buono sia in senso cattivo. Quando però entra in gioco il cerimoniale e il rito (il vino, lo sappiamo benissimo, nella religione ebraica e nella religione cristiana è importantissimo: importante nel vecchio testamento e importante anche per il nuovotestamento),bisogna tenere distinto il significato che ha il vino come sostanza chimica, o alimento con effetti chimici, e il significato simbolico del vino. Per esempio, Thomas Szasz dice giustamente, parlando molto e a fondo di queste cose nel suo libro Il mito della droga, che è ridicolo occuparsi della chimica dell’acqua santa, in quanto l’acqua santa, a livello chimico, è uguale all’acqua comune; è a livello cerimoniale che è diversa. Allora bisogna tenere distinte queste due considerazioni in modo da avere le idee chiare e non fare confusione. Certe sostanze sono considerate droghe, dico sono considerate perché sono ritenute droghe quelle proibite dallo Stato, dalle autorità. Si sa che se uno ha un tumore, del dolore alle ossa, usa la morfina per combattere ildolore: questo è un intervento terapeutico. L’eroina è stata sintetizzata da medici apposta per trovare una sostanza che avesse gli effetti antidolorifici della morfina. La morfina venivausata anche nell’infarto, però, oltre che effetti favorevoli contro il dolore e in qualche modo per il cuore sotto infarto (interrompendo il riflesso del dolore si rilassano anche i vasi), la morfina ha effetti negativi sulla respirazione. C’era quindi il problema che se uno ha l’infarto e prende morfina ha anche problemi di respirazione: da una parte la morfina fa bene dall’altra, come succede spesso per i farmaci, fa male. Allora hanno inventato l’eroina perché pensavano chefosse più utile in questi casi in quanto non ha effetti deprimenti sul respiro. L’eroina è nata come farmaco per medici che facevano delle ricerche pertinenti. Poi dopo è stata appunto proibita e allora è diventata una sostanza maledetta, perché le sostanzeproibite sono sostanze maledette, mentre quelle non proibite, legali, sono sostanze benedette. Una cosa però è fare una riflessione chimica, altra cosa è considerare la sostanza come maledetta o benedetta; è lo stesso discorso che si diceva prima per l’acqua santa: per un cattolico l’acqua santa a livello non chimico, ma simbolico, ha un significato positivo,per uno che non lo è, è acqua e basta. Nella società attuale in cui lo Stato ha deciso che l’eroina è una sostanza maledetta, tutti pensano che sia una sostanzaterribile. Non ragionano sugli effetti chimici, ragionano appunto sul fatto che è una sostanza terribile che fa male, perché è considerata tale a livello simbolico. Un altro esempio riguarda la cocaina, altra sostanza che ora è vista negativamente. Naturalmente qui c’è anche da fare una considerazione di passaggio, ma precisa: la proibizione vale per le classi subalterne e non vale per le classi privilegiate, nel senso che i ricchi, attori, industriali, politici usano la cocaina e nessuno si scandalizza, mentre se la usano persone che non hanno quel potere diventa una cosa moltopiù grave. La cocaina era usata da Sigmund Freud che, non starò a dire, alcuni considerano importante nella psicologia; ma Freud era un neurologo percui s’intendeva bene di sostanze chimiche, di sostanze farmacologiche e di sistema nervoso centrale. Era un neurologo, e anche un buon neurologo, ha usato per tutta la vita cocaina e la consigliavaanche ai pazienti. Nell’Austria del suo tempo, però, non era proibita, anche se c’era il regime austro-ungarico nessuno si era sognato di proibirla: lui la poteva usare e consigliare. Quando non era proibita, cioènon era simbolicamente maledetta, era considerata un farmaco utile da medici di prim’ordine com’era lo stesso Sigmund Freud. Penso di avere mantenuto questa distinzione importante perché mi hai fatto una domanda sull’uno e sull’altro problema; più che altro, però, c’è da dire cheil conflitto fondamentale riguarda la psichiatria e l’antipsichiatria. Il conflitto fondamentale, per quanto riguarda psichiatria e antipsichiatria, non è tanto sul significato chimico delle sostanze, quanto sul fatto che ci sembra importante, a Szasz a me e ad altri, che un cittadino possa decidere quello che prende e quello che non prende. La psichiatria pensa che debba essere lo psichiatra a decidere e anche a forzare il paziente. Noi pensiamo chedebba essere il paziente - che è un cittadino - a decidere quello che vuol prendere e non prendere; se c’è un chimico, un biologo, un medico può consultarlo per sapere, per essere informato sugli effetti, ma non per sapere se deve prendere o no il farmaco. NAUTILUS: La malattia mentale non esiste? Se non esiste perché prendiamo le sostanze psicotrope: per autoguarirci o perché ci vengonodate? ANTONUCCI: Intanto, io anche nei miei libri non scrivo mai questa frase. È vera, perché la malattia mentale non esiste; come il cavallo alato: c’è soltanto nell’immaginazione. Però preferisco dire, essendo io un medico, che una malattia ha dei riferimenti oggettivi. Per esempio, per uno che ha dei dolori addominali può esserci un’ipotesi di un tumore al fegato; poi, per confermare l’ipotesi, si prendono delle cellule del fegato, si vede se queste cellulesono modificate rispeto alle cellule fisiologiche e se c’è un processo che comporta la distruzione dell’organismo che, senza interventi adeguati, porta alla morte. Il diabete è una malattia perché se si fanno gli esami del sangue si riconosce. Un medico di fronte a un disturbo, per esempio, un dolore al torace, può fare l’ipotesi di un infarto. Può proporre l’ipotesi, faccio per dire, d’infarto cardiaco, oppure d’infarto polmonare, o ancora farealtre ipotesi che spiegherebbero questo dolore. Però per arrivare alla diagnosi cosa si fa? Si verifica: se c’è l’infarto cardiaco si vede nel tessuto cardiaco, se c’è il tumore polmonare nel tessuto polmonare. Lo stesso procedimento si usa per qualunque malattia, nel senso che le malattiedevonono essere oggettivamente dimostrate. Prima di essere oggettivamente dimostrate sono ipotesi di malattia. Detto questo, faccio un esempio che chiarisce tutte le cose. Fino a poco tempo fa, ora non ricordo l’anno preciso — ma non importa — l’organizzazione americana della psichiatria, che si riunisce periodicamente e forma, mette insieme, il famoso Diagnostic Statistic Manual (manuale statistico diagnostico delle malattie mentali), per lungo tempo aveva decretato che l’omosessualità sia maschile sia femminile, cioè la preferenza per un partner dello stesso sesso, era una malattia mentale. Un giorno però uno degli psichiatri intervenne a queste assemblee e disse: “ma sapete colleghi che moltissimi degli psichiatri sono omosessuali?”. Allora loro hanno deciso che l’omosessualità non era più una malattia mentale. Così è successo e questa malattia è sparita. Non perché è stata debellata come una malattia reale — non so, per esempio non c’è più la gonorrea perché c’è la penicillina — ma perché è stata abolita dall’assemblea. Io dico sempre quando si parla di queste cose: immagina se a un congresso sui tumori si decidesse, per stabilire se la leucemia è o non è una malattia, per alzata di mano. Sarebbe una cosa che fa ridere anche i polli. Gli psichiatri americani decidono, per esempio, che il gioco d’azzardo è una malattia e lo fanno ad alzata di mano. Così come avevano messo l’omosessualità tra le malattie, da un giorno all’altro l’hanno tolta. Vorrei vedere come fa un oncologo a togliere da un giorno all’altro il tumore polmonare dalle malattie. È chiaro? L’esempio spiega molto meglio se le malattie mentali esistono o no. È chiaro che se una persona dice di essere Gesù Cristo si può ipotizzare che abbia qualcosa che non funziona, è un’ipotesi, ma non ha nessun riferimento oggettivo. Il cervello di questa persona, in qualsiasi modo lo si esamini, è perfettamente sano. NAUTILUS: Alla domanda se sei contrario all’uso delle sostanze mi pare che tu abbia già risposto precedentemente… ANTONUCCI: Ripeto una cosa: chiunque accetti un’ipotesi anche se non ha un riferimento oggettivo, se sceglie — uno può scegliere di andare dal mago, può scegliere di andare dall’esorcista, come può sceglieredi essere musulmano o cristiano — la scelta è sua, ma obbligare le persone a prendere delle sostanze, gli psicofarmaci, come fanno gli psichiatri che prendono le persone con la forza e poi danno loro queste sostanze, è inaccettabile. Per esempio, se io ho un tumore alla prostata, naturalmente possoscegliere se essere operato o no. È successo. Ricordo ci fu uno studioso svizzero che siccome gli avevanodetto che operandosi il tumore alla prostata — era giovane — sarebbe diventato impotente disse: “preferisco vivere la mia vita con le mie capacità sessuali: non mi opero”. Ci furono delle polemiche, ma nessuno lo poté obbligare. Ora se non si può, giustamente, da parte dei medici obbligare uno che ha una malattia grave a curarsi se non vuole, non vedo perché si debba prendere con la forza e portare in clinica psichiatrica uno che ha la melanconia. NAUTILUS: Anche se è pur vero che ai testimoni di Geova viene imposto un certo tipo di trattamento... ANTONUCCI: Il fatto è che i testimoni di Geova rifiutano certi trattamenti ed è un loro diritto rifiutarli. NAUTILUS: Certo, però molto spesso il medico si prende il diritto di fare le trasfusioni. ANTONUCCI: Questa è una violazione della libertà delle persone come quella degli psichiatri. A questo proposito — hai fatto bene a dirlo — la medicina, in generale, ha una struttura autoritaria perché il medico, come il sacerdote egiziano che aveva in mano il rapporto della medicina con la salute, non si limita a curare le persone dietro loro richiesta, ma pensa di interferire con la vita della persona, di fare un controllo sociale: questo è il medico in generale. Ad esempio, quando mio padre era gravemente ammalato, sono dovuto andare a litigare con dei medici che volevano imporgli delle terapie; iodissi che mio padre faceva le terapie che lui riteneva giuste: il corpo era suo. I medici hanno una tendenza autoritaria che si vede sempre e di cui si potrebbe parlare a lungo. Proprio perché hanno questa tendenza autoritaria e hanno in mano un certo influsso possibile sulla salute, il potere costituito se ne serve per il controllo sociale. È quello che Thomas Szasz chiama lo Stato terapeutico, che vuol dire lo Stato che si serve della medicina per controllare i cittadini. In certi momenti lo fa con degli eccessi, però la usa con continuità. Poi — questo è importante a dirsi — se una persona ha un potere sociale, se è ricca, colta, naturalmente si difende bene, ma se è uno che non ha potere sociale quando va negli ospedali ci fanno gli esperimenti sopra, contro la sua volontà. NAUTILUS: Qual è il ruolo della psichiatria nelle istituzioni? ANTONUCCI: Il ruolo della psichiatria è molto semplice a dirsi: è il controllo sociale; quel controllo sociale che si è visto in modo particolarmente esaltato sotto Hitler o sotto Stalin: tra i due modelli sociali non c’è niente di qualitativamente diverso. Lo psichiatra ha dalla sua parte la legge (la legge 180 non è diversa, da questo punto di vista, da tutte le altre) percui può intervenire, prendere il paziente con la forza, portarlo in clinica e fargli quello che vuole lui. Questo è il manicomio. È inutile che i basagliani o altri dicanoche il manicomio c’era una volta. Il manicomio non è un edificio, il manicomioè un criterio. Il criterio è questo: che un medicopossa, sulla base di un giudizio sul pensiero di una persona, prenderla con la forza, portarla da qualche parte e imporle dei trattamenti. Questo è il manicomio. Non ci sarà più il manicomio quando ognuno potrà andare dal medico quando vuole, se vuole, e fare su consiglio del medico quello che vuole. NAUTILUS: A 30 anni dalla legge Basaglia, visto che ne hai accennato parlando di manicomio, puoi fare un bilancio? ANTONUCCI: Il bilancio è sul piano pratico molto negativo, nel senso che con il trattamento sanitario obbligatorio le persone, specialmente quelle che non hanno potere sociale, vengonoancora prese, portate con la forza nelle cliniche e sottoposte a trattamenti psichiatrici che sono di tanti tipi, ma prima di tutto sono trattamenti imposti con la forza. Sono trattamenti lesivi dovuti agli psicofarmaci che vengono dati in dosi massicce e avvelenano, all’elettroshock che non ha bisogno di commenti, alla lobotomia, che credo anch’essa non abbia bisogno di commenti, alla castrazione e altri trattamenti che ci sono nel mondo. Sono trattamenti di mutilazione e di diminuzione della personalità. In altri termini una persona ribelle deve essere ridotta a essere consenziente. Per cui, in questo senso, non è cambiato niente; credo che in pratica l’unica cosa che sia cambiata, ed è difficile giudicare se sia un vantaggio o no, è che prima una persona veniva presa con la forza, per il suo pensiero, e portata da qualche parte dove poteva passarci 50 anni, ora invece la dimettono dopo un po’. La legge prevede questo, poi però, appena rialza la testa, la rimettono in clinica. Invece di essere perennemente ricoverata come succedeva prima, va dentro e fuori: non credo sia un vantaggio di rilievo. Nel senso che il vero vantaggio è che si smetta di pretendere che i cittadini siano sottoposti a trattamenti contro la loro volontà. NAUTILUS: I rapporti tra cosiddetti sani, e cosiddettimalati, sono cambiati in questi 30 anni? ANTONUCCI: No, e lo si vede sia nella vita pubblica sia nella vita privata. C’è una grande intolleranza, anche quando le persone parlano: se uno dice una cosa che l’altro non capisce, immediatamente si dice che è pazzo oppurefuori di testa: questo è il criterio. Poi nei condomini si telefona al 118 magari per far portare via una persona che hanno visto in mutande nel giardinetto accanto, oppure perché tiene la radio alta, oppure perché fa altre piccolezze. Io conosco una persona, qui di Firenze, a cuihanno sfondato la porta su suggerimento dei vicini e dei parenti. Un uomo che vive da solo — tra l’altro un filosofo — a cui hanno sfondato la porta, con violazione del domicilio, e l’hanno portato via, senza neanche la richiesta di trattamento sanitario obbligatorio, che hanno fatto dopo. C’è da aggiungere che, per il ricovero, ci sarebbe da fare, da parte di un medico, un certificato, confermato da un altro medico, confermato dalla firma del sindaco, e si dovrebbe interpellare il giudice tutelare. Questo direbbe la legge. Siccome quando vogliono liberarsi di qualcuno hanno furia e tutto questo porterebbe via tempo, allora non si fa niente, si prende la persona, la si porta dentro e poi si fa il certificato; il giudice tutelare non interviene mai e se il sindaco viene interpellato a proposito — io l’ho fatto col sindaco di Firenze — casca dalle nuvole e dice: “ma questo è un problema medico”. Invece la legge afferma che il sindaco, come autorità sanitaria della città, dovrebbe proteggere le persone dal sequestro. NAUTILUS: Quindi si toglie dalle responsabilità… ANTONUCCI: E va contro la legge. Quando ero a Imola, scrissi a tutti i sindaci della Romagna — perché da tutta la Romagnaarrivano le persone che io rimandavo indietro — dicendo loro che violavano la legge. La legge ha stabilito che loro devono firmare prima che la persona sia prelevata, mentre loro firmano quando tutto è già avvenuto. Non firmano nemmeno, hanno un delegato ecomunque non fanno quello che è prescritto dalla legge. La legge 180 del maggio ’78 non solo è una leggesbagliata, ma non è neanche applicata: quelle precauzioni che potrebbero evitare certi ricoveri non sono prese in considerazione da nessuno. Vanno tutti contro la legge. Mi sono anche rivolto alla magistratura qui a Firenze: ha archiviato il caso. NAUTILUS: Nel caso del Ritalin, ci troviamo di fronte all’invenzione di una nuova malattia: è solo business o c’è dell’altro… ANTONUCCI: Il business è appoggiato dal fatto che i bambini sono vivi, creativi e naturalmente sono indisciplinati. Si parla qui di un bambino, oppure un ragazzo, dai 4 ai 14 anni ed è noto che occuparci dei giovani è difficile, richiede tante qualità. Molto più semplice, sia per la famiglia sia per gli insegnanti, dire che il bambino, giudicato indisciplinato — perché quello è il problema — ha una malattia; così vienesottoposto a delle pasticche che lo rimbecilliscono: dopo è disciplinato. Questo è un crimine, naturalmente. Sul libro che ha pubblicato l’associazione “Giù le mani dai bambini”, di cui io sono presidente del comitato scientifico, è riportato un caso che lo dimostra. Negli Stati Uniti ho parlato con i genitori di un ragazzo di 12 anni. A un certo punto gli insegnanti del figlio li hanno chiamati, dicendo loro: “Vostro figlio non è abbastanza attento alle lezioni, gli dobbiamo dare delle medicine”. Loro hanno detto no: “Nostro figlio ci va bene così e voi non gli datenessuna medicina”. Allora la scuola — siamo negli Stati Uniti, in California — li ha minacciati di espellere il figlio. Loro spaventati da questo provvedimento — forse non erano persone ricche che potevano permettersi di cambiare scuola — hanno ceduto. Il figlio ha preso le medicine ed è morto di crisi cardiaca. I morti negli Stati Uniti sono molti, se il ministero della Sanità, come ha fatto, approverà questi farmaci, i morti sarannoconseguenza di un provvedimento del ministero della Salute. 14 gennaio 2008
Lo sapevi che dall’1/1/2009 i reparti psichiatrici chiusi a chiave saranno un crimine? Clicca qui per scoprire la campagna internazionale della IAAPA per la criminalizzazione del personale dei reparti psichiatrici chiusi ...
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